02/11/2007 15:11

Caro Lorenzo , ti ringrazio per l'ospitalità che ci hai dato nella sempre bella Trieste , città nella quale , pur rinonoscendole sempre il titolo di “Capitale Morale dell'Esodo” , molti di noi non si sentono più a loro agio.
La tua iniziativa di cercare di riunire persone di volontà e di capacità del mondo degli Esuli , a partire dai dirigenti delle associazioni , della Federazione e del mondo della cultura , è stata da me e da Marina Nardozzi molto apprezzata , ma avrai anche capito che la tua “anima candida” e la mia passione di esule che continua a vivere tra gli esuli in un villaggio di esuli e di loro discendenti ,in un percorso ininterrotto cha parte dall'esodo , passa attraverso ai campi profughi ed arriva ai villaggi popolari delle periferie , contrasta con il calcolato parlare , grigio e asettico di alcuni esponenti delle nostre associazioni , che seppur parlando molto di se , dimenticano puntualmente di parlare delle soluzioni dei problemi degli esuli e ultimamente , dimenticano anche di parlare della Federazione che tutti vorremmo.
Uno dei presenti alla tua iniziativa di Trieste ha evidenziato che volenti o no gli esuli si devono sorbire l'attuale Federazione anche se composta da tre delle sei associazioni che la hanno fondata.
Un altro ha detto “voi esuli sul territorio nazionale non contate nulla , solo noi a Trieste contiamo perchè possiamo disporre di tanti voti e possiamo fare voto di scambio con i politici”.
Chi non c'era non ha espresso la sua opinione e pertanto l'assenza si commenta da sola.
Manca in modo evidente la volontà di rinnovarsi e di mettersi in discussione.
Non so cosa deciderà la tua associazione , ma a fare la quarta gamba di un tavolo sgangherato mi pare poco serio. A pochi è riservato il coraggio di tirarsi fuori o di non farsi tirare dentro , e mi auguro che la mangiatoia dei finanziamenti non vi unirà tutti , ancora una volta.
La lodevole iniziativa che hai intrapreso con le visite a Fertilia , a Torino , a Carrara non merita di essere abbandonata , perchè anche in futuro ti farà capire quanti Esuli ci sono nelle regioni italiane , quanto desiderio dentro di loro c'è di non essere cancellati e dimenticati e quanto diritto abbiano anche loro di dover essere rappresentati , anche loro , in una Federazione profondamente diversa da quella attuale.
Per la prima volta dopo aver letto i resoconti dei raduni dei Dalmati e dei Fiumani , rivendico il mio orgoglio di Istriano , e mi auguro che questo orgoglio del quale ti faccio partecipe , venga recepito dalle Comunità Istriane , dall'Unione degli Istriani e da molti altri affinché sul territorio nazionale possa esserci un anima sola e un solo cuore quando si parla delle nostre terra e della nostra cultura.


                                                   Fulvio Aquilante