01/12/2007 18:12


(Marina Nardozzi e Lorenzo Rovis - fotografia di Franco Biloslavo)

Alla Dott.ssa Marina Nardozzi

Cara Marina , la bozza che mi hai presentato a Trieste di quella che tu hai chiamato “Confederazione” mi è piaciuta , e con qualche modifica ed aggiustamento sentendo anche altri potrebbe rappresentare una buona soluzione. A mio avviso chi ha partecipato a quell'incontro non l'ha accolta tiepidamente , come tu hai avuto occasione di sostenere , ma l'ha velocemente infilata in un cassetto .
Brazzoduro , De Vidovich , Rovis forse non sono ancora pronti al nuovo , al cambiamento , o magari stanno solo difendendo posizioni acquisite , per questo restano muti alla tua proposta.
Ovviamente finchè sarà un piacere continueremo a proporre soluzioni innovative , ma quando ci stancheremo sceglieremo strade diverse.
Condivido il tuo pensiero e pertanto mi permetto di divulgarlo anche attraverso il nostro sito in modo da diffonderlo a tutti gli amici che ci seguono.

Fulvio Aquilante




Siamo in un momento di grande metamorfosi del nostro mondo associativo.
Anche quelli che non vorrebbero cambiare , senza rendersene conto , stanno già cambiando perchè a causa del nostro malcontento è cambiato il loro lavoro.
Siamo quindi impegnati su due fronti che io terrei ben separati : l'A.N.V.G.D. e la Federazione.
Prima vorrei però fare una prova : immaginiamo per un attimo di poter visualizzare dall'alto tutti gli esuli sparsi nel mondo. Penso siate tutti d'accordo che noi esistiamo in quanto esuli e non quanto soci di questa o quella associazione.
Ma qual'è il nostro unico punto di riferimento? Qual'è la struttura che ci rappresenta in toto , in quanto esuli e non in quanto istriani , fiumani e dalmati o solo italiani ? A me pare che non c'è niente di simile . Ed è a questo che noi dovremmo mirare , dobbiamo colmare questo vuoto.
Le associazioni , compresa l'A.N.V.G.D. , rappresentano solo i loro soci , la federazione rappresenta alcune associazioni , resta quindi fuori una grossa fetta di esuli , sparsi , allo stato brado. E non possiamo neanche dire “peggio per chi è fuori dalle associazioni” perchè esiste la libertà di adesione.
In definitiva abbiamo un quadro abbastanza caotico del nostro mondo e questo spiega il disorientamento della maggior parte della nostra gente.
Qual'è allora il primo passo da fare secondo me ?
Prima di tutto , separare nettamente il compito delle associazioni da quello della federazione , o meglio , rendersi conto che le associazioni hanno il loro statuto e quello devono seguire e che la federazione è nata dalla confluenza di alcuni scopi statutari di alcune associazioni.
Una bella cosa all'inizio , ma siamo diventati Federazionedipendenti perchè purtroppo si sono sovrapposti i ruoli in quanto gli stessi personaggi della federazione occupano i posti più importanti nelle associazioni.
Ci siamo snaturalizzati al punto che ormai non si parla più di questa o quella associazione , ma solo di questo o quel presidente e spesso bisogna anche specificare in che veste lo si cita.
Quindi il primo passo , secondo me , è riprendere coscienza dell'associazione , in questo caso l'A.N.V.G.D. : essa può esistere anche senza la federazione e può lavorare indipendentemente per i suoi scopi.
Se oggi noi non condividiamo il suo operato , poco importa se influenzato o meno dalla federazione , abbiamo il diritto e l' obbligo di segnalarlo ufficialmente all'attuale dirigenza. Diventiamo un gruppo di opposizione per tutta una serie di motivi che elencheremo e chiediamo al presidente nazionale di prendere atto della nostra posizione ; non vogliamo le sue dimissioni , ma vogliamo solo risposte alle nostre obiezioni e impegno per un confronto costruttivo.
Il secondo passa riguarda il panorama più ampio degli esuli. La federazione non li rappresenta , la federazione è semplicemente una treccia formata da alcune grosse associazioni che in questo momento che in questo modo pensavano di colpire più pesantemente il Governo.
Se all'inizio può aver funzionato , ora la federazione mi sembra piuttosto sfilacciata ed ha perso tutta la sua vigoria.
Quindi è necessario trovare una struttura più salda e più incisiva. Poichè nella federazione si sono riversate , indebolendola , le incompatibilità e le divergenze tra associazioni , mi sembra logico mettere da parte le associazioni , lasciare che continuino il loro compito di aggregazione e le loro attività , non combatterle , ma superarle.
Come ? Una soluzione potrebbe essere la bozza che ho presentato a Trieste di quella che ho chiamato una Confederazione ma che è stata accolta , a mio parere , abbastanza tiepidamente , secondo me per tre motivi principali :

  1. la nostra gente ragiona ancora in termini di associazione e non è pronta a sentirsi prima esule e poi istriana fiumana e dalmata. Sarebbe come dire che in America gli italiani naturalizzati non si sentono italiani ma solo calabresi o piemontesi o siciliani , però solo quando hanno bisogno di qualcosa vanno al Consolato Italiano!

  2. ad una prima lettura , la realizzazione della Confederazione risulta molto complessa. In realtà è semplice , specialmente per noi dell' A.N.V.G.D. abituati a partecipare a nostre spese ai vari congressi.

  3. Nella realtà dei fatti la realizzazione immediata della Confederazione darebbe più potere all' A.N.V.G.D. perchè è l'unica associazione ad avere comitati in ogni regione italiana. Infatti gli abbonati non possono essere cansiderati soci e non costituiscono certo gruppi di aggregazione.

Questa è solo una delle varie proposte che si potrebbero scegliere.
Una scelta però bisogna pur farla.

                                                         Marina Nardozzi