31/01/2008 01:01


La Sede Nazionale dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia ha commissionato un sondaggio d'opinione alla Ferrari Nasi & Grisantelli di Milano, sulla conoscenza tra gli italiani del dramma delle Foibe e dell'Esodo giuliano dalmata.

Non mancano le sorprese, ovvero la conferma che questi temi storici sono ancora poco conosciuti, nonostante siano passati sessant'anni da quei tragici eventi e la legge sul Giorno del Ricordo risalga al 2004. Sono comunque dati sicuramente più positivi di quelli di alcuni anni orsono, quando le parole Foibe ed Esodo non superavano la doppia cifra percentuale di risposte.
La conoscenza esatta di cosa sia una Foiba è nel bagaglio culturale del 40% della popolazione, mentre un 20% ne ha solo sentito parlare. Ben il 35% dichiara sconosciuta la parola e addirittura il 5% fornisce una descrizione di Foiba completamente errata.
Entrando in un'analisi incrociata dei dati, tra chi conosce le Foibe, il profilo del più edotto è maschio, tra i 36 e i 55 anni, abitante nelle
regioni del Triveneto, laureato. La percentuale più bassa è invece proprio nei più giovani, con il 22%, a dimostrazione che ancora oggi la Scuola non porta alcun messaggio storico sulla vicenda. Scorrendo i dati, si scopre che la classe sociale più bassa è quella più sensibile all'argomento (50% di risposte esatte). Inoltre viene alla luce che i politicamente orientati a centrosinistra (47% di risposte esatte) staccano di dieci punti quelli di centrodestra (37%).
Passando all'Esodo giuliano-dalmata, la conoscenza degli italiani scende al 23%, che risale ad un 40% se si considera anche chi ne ha sentito parlare ma non sa bene cosa sia. Addirittura il 57% dichiara di non averne mai saputo nulla.
Tra i (pochi) eruditi la maggioranza spetta agli ultra-cinquantaseienni (29%), a dimostrazione che l'Esodo è nella memoria storica dei singoli più che nella conoscenza dell'opinione pubblica; tant'è che tra i più giovani solo il 14% sa cosa sia. In ambito politico si riduce la differenza di percezione: gli orientati a centrodestra si fermano al 23%, poco più su, al 27%, chi vota a centrosinistra.
Il campione di rilevazione su tutto il territorio nazionale riguarda 600 casi di popolazione italiana adulta; le rilevazioni sono state effettuate nel gennaio 2008. Arnaldo Ferrari Nasi, della società che ha eseguito il sondaggio (www.fngricerche.it) afferma che "come già avvenuto in altre occasioni, il nostro istituto ha riscontrato una profonda ignoranza di importanti fatti storici del '900, anche nelle fasce di popolazione con titolo di studio alto.
In questo caso neanche la metà dei laureati sa dirci del dramma dell'Esodo e solo pochi in più di quello delle Foibe. Da padre, più che da sociologo o docente, sono preoccupato di come la Scuola italiana insegni la Storia ai nostri figli".
Il sondaggio voluto dall'ANVGD ha così dimostrato ampiamente come sia ancora lungo il cammino che la società civile italiana deve compiere, prima di ricomporre in maniera davvero completa una memoria storica nazionale che rifletta fedelmente gli avvenimenti che sconvolsero l'Istria, Fiume e la Dalmazia al termine della seconda guerra mondiale, coinvolgendo inermi cittadini italiani, costretti all'Esodo, quando non al massacro.
L'imminente Giorno del Ricordo del prossimo 10 febbraio sarà così una ulteriore occasione che gli italiani non devono lasciarsi sfuggire per riscrivere nella maniera più corretta la storia del '900.

                                                                   Fonte www.anvgd.it