10/02/2008 02:02

 


Il giorno del ricordo, 10 febbraio, una data da non dimenticare, una pagina tremenda della storia. Dopo decenni di oblio la Repubblica Italiana ha istituito nel 2004, con la Legge 92, il Giorno del Ricordo concedendo, nel contempo, il giusto riconoscimento ai congiunti degli infoibati. Nei giorni immediatamente successi all’armistizio di Cassibile, firmato nel settembre del 1943 tra il Regno d’Italia e le forze alleate, ebbero inizio gli eccidi e gli stermini dei cittadini italiani residenti nella penisola istriana, una persecuzione in quella terra di nessuno che ebbe a determinare l’esodo che allontanò gli italiani residenti in Istria, Fiume e Dalmazia. Migliaia di cittadini italiani, costretti all’esodo, cercarono asilo in tutte le parti del mondo allacciando rapporti con nuove comunità. «Possiamo dire con orgoglio che la comunità algherese –dichiara il Sindaco Marco Tedde - assieme alle famiglie di coloni dell’Ente Ferrarese di Colonizzazione, già residenti ad Alghero sin dagli anni 30 del secolo scorso, così distanti nella cultura e nelle tradizioni da quella degli esuli, seppero accogliere, con solidarietà e spirito di cooperazione, i profughi di allora creando le basi affinché le tre etnie potessero convivere e collaborare proficuamente per lo sviluppo economico di un’area da poco bonificata ponendo a disposizione le proprie professionalità e conoscenze per far prosperare quest’area della Nurra algherese e per condurla, come è sotto gli occhi di tutti, verso un radicale cambiamento: da economia prettamente agricola e di allevamento ad economia mista, dove il terziario, ed in questo caso terziario significa servizi al turismo, hanno portato il nome di Alghero, di Fertilia, di Maristella, di Santa Maria la Palma a diffondersi in tutto il mondo non solo per la ospitale accoglienza che riserva ai suoi vacanzieri ma anche per gli eccellenti prodotti che provengono dalla sua terra». «Oggi, ricordando il sacrificio di queste donne e di questi uomini, figli di una terra comune, vogliamo celebrare anche la cultura della vita contro la sua negazione partecipando uniti alle celebrazioni volute, anche quest’anno, dal Comitato Provinciale della Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Lo facciamo – conclude Tedde - per perseguire il dovere della memoria affidando alle nuove generazioni il messaggio di pace che non è soltanto una scelta ideologica ma soprattutto una ineluttabile necessità per la sopravvivenza del mondo».

                          

                                          Tratto da www.Alguer.it