22/04/2008 19:04

 

 

Il giorno 17 di Aprile si è svolta la presentazione del Diploma Accademico di primo livello in etnomusicologia nel Conservatorio di Musica L. Canepa di Sassari .

Il nostro Comitato ha dedicato molto tempo a questo lavoro ed il risultato è stato che ancora una volta abbiamo divulgato in un modo nuovo la nostra storia così come è stato per il progetto Orfeo . Nostro malgrado, al momento non possiamo inviare il CD realizzato a supporto del Diploma , ma è a disposizione di chiunque ne faccia richiesta solo e unicamente per visionarlo , non potrà essere autorizzata alcuna pubblicazione in quanto si tratta di una tesi di laurea .

Il segretario del Comitato Provinciale A.N.V.G.D. di Sassari-Fertilia 

Mauro Solinas

Presentazione della tesi di Alessandra Pinna a cura della Dott.ssa Marina Nardozzi Consigliere Nazionale A.N.V.G.D.


Il lavoro che viene presentato oggi ha una rilevanza particolare, soprattutto nel nostro mondo. Da quel che mi risulta, infatti, è il primo caso di ricerca sul patrimonio musicale degli esuli d’Istria Fiume e Dalmazia.

In realtà è stato scritto molto sulla nostra storia, non solo la più recente, come le foibe, l’esodo ed i CRP ( Centri Raccolta Profughi) ma anche quella relativa ai secoli scorsi, risalendo fino ai tempi di Diocleziano, imperatore dalmata.

Sono stati pubblicati moltissimi libri, sono state fatte ricerche e documentari, addirittura la biblioteca comunale di Firenze ha dedicato tutta una sala alle nostre pubblicazioni; ma stranamente le musiche popolari ed il dialetto , che da taluni viene considerato una vera e propria lingua, son due argomenti che non hanno mai polarizzato l’attenzione e non solo da parte di studiosi esterni al nostro mondo, ma anche della nostra stessa gente.

Sono stati fatti lavori su musicisti istriani famosi, come Tartini per esempio, è stato fatto anche un curioso lavoro sul perché il coro verdiano del “Và pensiero”sia diventato l’inno nostro e come questo fatto sia vissuto ancora oggi dalle nostre comunità nel mondo; qualcuno ha cercato di raccogliere le nostre musiche in un arido zibaldone, ma nessuno si era mai interessato alle nostre musiche popolari come espressione di una identità e di come esse si siano tramandate dopo l’esodo. La scelta quindi di fare questo lavoro è stata accolta con molto piacere ed entusiasmo.

L’impegno della candidata è stato notevole perché ha dovuto immergersi letteralmente nella nostra comunità per poter valutare i testi originali e distinguerli dalle modifiche subite negli anni.

Ha saputo conquistarsi la fiducia di tutti, ha vissuto con noi momenti importanti della nostra tradizione, come la ricorrenza di San Nicolò, il 6 dicembre e il Giorno del Ricordo, il 10 febbraio e questo le ha permesso di avere una posizione di osservatorio privilegiato per la sua ricerca. Ricerca che è stata fatta con metodo e rigore, cercando di dare voce a più generazioni.

Se poi consideriamo che i nostri vecchi se ne stanno andando purtroppo molto velocemente, capirete quanto sia importante questo lavoro che, come un’istantanea, fissa nel tempo l’immagine della nostra comunità.

Contemporaneamente devo dire che con questo lavoro si è raggiunto un ulteriore obiettivo, non previsto inizialmente; infatti questo lavoro ha avuto una ricaduta estremamente positiva sulla nostra gente, abituata a considerare le nostre musiche come un qualcosa di scontato e talmente connaturato nella nostra vita di esuli da non avere una particolare importanza.

Invece l’averli sollecitati a cantare per raccontare ha fatto si che si prendesse consapevolezza di essere custodi anche di questo aspetto della nostra storia.

Concludendo mi sento di dire che i risultati di questo lavoro sono decisamente positivi sia per l’impegno dedicato sia per il contenuto

 

Sassari 17 aprile 2008