10/01/2009 23:01


“Una volta tanto i esuli cerca de organizzar qualcossa de alegro”, ha commentato via e mail qualche giorno fa a proposito dell’iniziativa di rifondazione dell’US “Fiumana” promossa a Torino da Sergio Vatta, una lussignana neresinotta.

L’iniziativa ha ottenuto infatti vasta adesione non soltanto nel mondo degli esuli ma anche tra tanti rimasti, mettendo da parte una volta tanto, forse proprio perché si tratta di calcio, rancori e polemiche.

È nato anche un blog su Facebook, il social network sempre più frequentato sul web, fondato proprio con lo scopo di consentire agli utenti di interagire con amici, conoscenti o anche persone che condividono le stesse idee: un blog bilingue (in italiano e croato) intitolato all’Unione Sportiva Fiumana, fondato da Alberto de Sanctis, e del quale fanno parte tra gli altri Luigi Vatta, figlio di Sergio, che vive a Torino e ne è presidente, Ivan Curzolo, che si definisce esperto in culture di confine, Federico Degni Carando, responsabile del dibattito storico, Massimo Brignolo (uno degli amministratori) e Igor Kramarsic e Livio Defranza, rappresentanti dei fiumani residenti in Croazia.

Quest’ultimo si è assunto addirittura l’onere, per conto del blog, di tradurre i testi dall’italiano al croato. Un blog che ha già 350 iscritti. Tra coloro che hanno aderito, tanto per citare alcuni nomi, Furio Percovich (residente a Montevideo in Uruguay), figlio di Leo Percovich, che fu uno dei giocatori della Fiumana, la direttrice del Dramma Italiano Laura Marchig, il vicepresidente dell’Assemblea della Comunità degli Italiani di Fiume Mauro Graziani, Marilena Descovich Garagnani, figlia di Carlo Descovich che era presidente della Fiumana nel 1940, Marco "Cive" Cvetnich Margarit, nipote di Albino Cvetnich Margarit, terzino della Fiumana ai tempi d'oro.

Alla vicenda della ricostituzione della “Fiumana”, che gode del sostegno del Libero Comune di Fiume in esilio, ha dedicato ampio spazio anche buona parte della stampa italiana (La Stampa, Tuttosport e Cronaca Qui). Il 29 novembre anche La 7 ha dedicato un servizio televisivo all’iniziativa mentre sabato 28 dicembre dell’anno scorso Radio Uno Rai ha intervistato i fratelli Sergio e Antonio Vatta, promotori dell’iniziativa.

A Fiume poi, sono arrivate durante le ultime settimane del mese di dicembre, diverse troupe televisive della RAI interessate a fare dei servizi sull’argomento. Quella di “Estovest” ha intervistato a proposito i connazionali Bruno Petrali, primo telecronista di TeleCapodistria, ex cantante e attore del Dramma Italiano e il giornalista di “Panorama” Bruno Bontempo.

Un’altra equipe di RAI TRE, guidata dal regista Mario Sagna, ha effettuato invece tutta una serie di riprese incentrate sull’argomento a Fiume (in Comunità, al Dramma Italiano, all’Edit, alla Scuola media superiore e ad alcune elementari e al campo sportivo di Cantrida) e in varie località d’Italia, tra cui Torino, Roma e Campobasso, per farne un servizio che dovrebbe venire mandato in onda, da quanto abbiamo appreso ieri (in un primo annuncio si parlava della data del 12), la sera di lunedì 19 gennaio nel corso di una delle puntate della popolarissima trasmissione televisiva dedicata ai misteri irrisolti e alla ricerca di persone scomparse “Chi l’ha visto”.

Gli slittamenti sono dovuti alla necessità di completare i servizi con alcune interviste ancora da realizzare, ma RAITRE, ci assicurano, è decisa a mandare in onda il materiale, che è piaciuto molto ai responsabili.

"Da sempre lo sport unisce e non divide – dicono i fratelli Vatta, promotori dell’iniziativa – per cui ci si augura che anche in questo caso sia così". Se l'iniziativa andrà in porto, come si augurano, la Fiumana avrà sede a Torino, capitale del Piemonte e regione ancora densamente popolata da persone che vissero la tragedia dell’esodo e da tanti loro discendenti. Torino è inoltre la città in cui campioni come Ezio Loik e i fratelli Mario e Giovanni Varglien, calciatori storici della Fiumana, riscossero dopo l’esodo fama e successo giocando per il Torino e per la Juventus.

“Non c’è niente che può andar lontano come un sogno” – dice a proposito Sergio Vatta. “Se il progetto va in porto una delle prime cose che intendiamo fare è contattare il Rijeka per organizzare un’amichevole, anche per dimostrare a tutti che siamo degli sportivi veri e che tutto quello che è stato, in passato, è finito e deve finire”.

Articolo tratto da "La Voce del Popolo" del 10 Gennaio 2009