07/02/2009 14:02

(nella foto il napoletano Giacomo Scotti)

Sale la protesta dei rappresentanti degli Esuli Istriani, Fiumani e Dalmati che risiedono nel riminese per la decisione dell`amministrazione comunale di invitare a Rimini in occasione del Giorno del Ricordo l`intellettuale Giacomo Scotti, che nel 1947, diciannovenne, aveva lasciato Saviano in provincia di Napoli per stabilirsi a Fiume, divenuta jugoslava per effetto del Trattato di pace del 10 Febbraio dello stesso anno.

Intanto Giorgio Rustia, presidente dell`Ancdj, associazione di congiunti di deportati uccisi o scomparsi nell`allora Jugoslavia, che aveva denunciato Scotti per somme indebitamente percepite dall`Inps, ha inviato una lettera al sindaco chiedendogli di essere invitato all`appuntamento con Scotti. Rustia accusa Scotti di essere adulatore di Tito avendogli dedicato oltre alla poesia pubblicata ieri due libri apologetici: si tratta di "Tito da contadino a leader del terzo mondo" e "Tito , l`uomo che disse no a Stalin".

Mattia Vitelli Casella, delegato per la provincia di Rimini dell' Ades (Associazione amici e discendenti degli esuli istriani fiumani e dalmati) aderisce alla protesta lanciata ieri da Giovanni Ruzzier dell`Unione degli Istriani. "Mi sembra - scrive - Vitelli Casella - per così dire, inadeguato allo spirito della Giornata del Ricordo invitare a parlare al posto degli esuli e dei familiari delle vittime di Tito, una persona che nella vita ha fatto il percorso opposto degli esuli e che cerca di minimizzare la portata del fenomeno antiitaliano delle foibe e considera in gran parte propaganda di destra la celebrazione e l`istituzione della giornata in oggetto, riconosciuta con parole indubbie dal presidente della Repubblica". Insomma, conclude Vitelli Casella, anche quest`anno la comunità giuliano dalmata, almeno a Rimini, non potrà vedere adeguatamente riconosciuto il proprio dramma.

Il consigliere comunale di An/Pdl Pasquale Barone annuncia di aver provveduto a informare l`onorevole Roberto Menia, relatore della legge che ha istituito il Giorno del Ricordo, invitandolo a intervenire, e dice: "Presenterò formale interrogazione al sindaco per scongiurare la presenza di un negazionista e le sue false tesi nella nostra città. Nella disattesa ipotesi in cui non venga accolta la mia richiesta parteciperò sicuramente con Azione Giovani al sit-in di protesta fuori della sede il giorno e all`ora della manifestazione negazionista.

Giorgio Rustia nella lettera al sindaco spiega che Giacomo Scotti è indubbiamente il capofila di coloro che per giustificare i massacri ed i loro esecutori, ai quali sono legati dalla comune appartenenza ideologica, si dedicano alla turpe operazione di diffamare le vittime. E cita il libro "Dossier Foibe", dove Scotti parla delle sorelle Giuseppina e Alice Abbà di Rovigno d`Istria, giustiziate dai partigiani perché spie dei tedeschi. In realtà, scrive Rustia, erano madre e figlia. Giuseppina sapeva benissimo chi aveva prelevato il marito, vigile urbano, e per timore di venire denunciati ai tedeschi, i sequestratori prelevarono la donna e la figlia di 12 anni. "Naturalmente - commenta Rustia – lo Scotti Giacomo non potendo accusare una bimba dodicenne di essere una spia dei tedeschi, con il suo personalissimo concetto di verità ha ritenuto giusto trasformare Alice da figlia a sorella di Giuseppina Abbà". E così termina la lettera al sindaco: "Poiché fino ad ora non ho motivo di ritenere che lei abbia organizzato tale manifestazione e chiamato detto Scotti Giacomo con lo scopo di diffamare le vittime ed assolvere i massacratori della nostra gente, le chiedo di essere invitato ufficialmente a partecipare alla conferenza del giorno 12 prossimo venturo, affinché possa dare voce a chi dopo mezzo secolo di oblio, ora viene squallidamente diffamato".

Aldo Viroli

Voce di Romagna , 5 Febbraio 2009