22/05/2009 12:05


(nella foto il Presidente della Consulta Regionale del Piemonte Antonio Vatta)

La Consulta Regionale del Piemonte ed il Comitato Provinciale di Torino si sentono lontani dai modi e dai tempi con cui la nostra Associazione e la Federazione degli Esuli si confronta al Tavolo aperto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con il Governo. Dal resoconto degli incontri del 21 aprile , dopo 2 mesi dal primo incontro di Febbraio, emerge , purtroppo , che anche questa volta dobbiamo attendere.

Questo vale per tutti i nove punti presentati al Governo. E’ la fotocopia dei risultati ottenuti negli ultimi due anni. Niente. Anzi le cose sono drasticamente peggiorate.

Le ripetitive dichiarazioni del Governo che dicono ” la volontà dello Stato di affrontare i problemi in tavoli specifici ” , che ventilano “ la nomina di un commissario ad acta ” possono incantare solo gli ingenui. Accontentarsi di belle parole muove la pena , il riso ed anche la rabbia che coviamo da 62 anni.

Quello che ci intristisce è quindi il comportamento speranzoso della Federazione e della nostra Associazione che non riescono ad imporre nulla e neppure a proporre nulla , perché alla base del proporre ci deve essere una ricca produzione di idee che presuppongono creatività , competenza e confronto.

E’ quindi nel modo con il quale i vertici si rapportano con la base che deve ricercarsi la possibile soluzione unitaria valida per tutti gli Esuli d’Italia. Rifiutando il confronto interno , chiusi nella loro torre d’avorio del potere loro conferito dal Congresso e già con la mente al prossimo Congresso nazionale , come nei peggiori dei regimi , vengono avviate indagini disciplinari , commissariati Comitati, vengono inquisiti e minacciati Presidenti dei Comitati tentando di delegittimare gli Esuli che da sempre vivono la realtà della base percependone umori e profondi disagi. Sarebbe meglio approfondire le nostre complesse problematiche piuttosto che studiare modifiche allo Statuto o ai regolamenti interni per trovare scappatoie che permettono di continuare a galleggiare , con lo stesso sorriso stereotipato delle fotografie di rito , personaggi con con la base associativa hanno davvero poco in comune.

La comprensione, le sensibilità e la diplomazia per le difficoltà che il Governo manifesta quando si parla di indennizzi , delle restituzioni o degli immobili a noi destinati stanno a dimostrare che i nostri rappresentanti al Tavolo delle trattative sfiorano la malafede.

Quando i nostri Dirigenti forse capiranno che per essere forti ed ascoltati bisogna avere Comitati Provinciali forti , con sedi qualificate e tecnologie aggiornate , che bisogna avere frequenti confronti qualificanti per far nascere idee vincenti , coraggiose e dignitose , che essere apartitici è un valore aggiunto , forse sarà troppo tardi. Se si vuole farsi conoscere con le Regioni, gli Enti locali, le prefetture per costruire la rete di conoscenze necessarie a conseguire i risultati voluti e non solo sperati , non si capisce perchè si continui a rivolgersi a sconosciuti importanti , ponendosi come sconosciuti.

I nostri Dirigenti devono sapere che il malcontento è talmente diffuso che non possiamo più non condividerlo facendoci portavoce di una rabbia che non può più essere trattenuta. Presso molti Comitati forze nuove, giovani e competenti stanno spingendo per una dirigenza diversa, meno presuntuosa e più dignitosa che finalmente ci consenta di esercitare i nostri sacrosanti diritti in ogni campo.

Attendere il Congresso con tante parole e pochi fatti dimostrerà ulteriormente la corresponsabilità della nostra Dirigenza al fallimento annunciato.

Coerentemente con le nostre idee, già esposte fin troppe volte che i Consigli Nazionali si debbano tenere nelle comunità degli esuli e tra gli esuli e non guardando alla comodità di qualche dirigente , oltreché per i succitati motivi espressi in questa lettera , il Presidente della Consulta Regionale del Piemonte , Antonio Vatta , non parteciperà al Congresso del 23 Maggio p.v. .


                Antonio Vatta            Fulvio Aquilante