04/07/2009 16:07


Relazione del Presidente

Nel passato triennio il Comitato Provinciale di Torino ha incrementato l'attività dei nostri uffici per soddisfare i Soci che si sono rivolti a noi per le richieste di pratiche di vario tipo. Per essere interlocutori per i nostri Soci e per le Istituzioni cittadine , provinciali e regionali dobbiamo saper interpretare le loro esigenze , pur continuando a sottolineare con forza le nostre origini ed i nostri diritti. E'aumentata la partecipazione diretta e volontaria dei dirigenti del Comitato alle attivitò che si svolgono in sede e nel Circolo Culturale.

Ricordiamo che resta basilare il rispetto dell'Art.2 dello Statuto dell'Associazione: ”Rendersi portavoce delle loro esigenze individuali e collettive ; tutelare i loro interessi ; prospettare in ogni sede adeguate soluzioni ai problemi che li riguardano promuovendo gli opportuni provvedimenti legislativi ; curare tutte le forme di assistenza che si rendano necessarie, con particolare riferimento agli anziani....”.

Mi auguro che le attività previste per l'anno 2010 ci vedranno protagonisti con ancora maggiore entusiasmo , con la speranza che anche le Istituzioni locali possano apprezzare il nostro lavoro e sostenere finanziariamente e attraverso le loro stutture il nostro sforzo , considerando il fatto che il nostro è un servizio sociale che offriamo ai nostri Soci. Con l'ufficio Assistenza e Patronato , con l'Ufficio Casa , con le attività culturali , conferenze , dibattiti e commemorazioni di ricorrenze storiche , ma soprattutto con gli interventi presso gli Istituti Scolastici di ogni livello dove la ricorrenza del Giorno del Ricordo ci permette di raccontare le vicende dei Confini Orientali , la storia delle Foibe , dell'Esodo e dei Campi Profughi. E'ormai consolidato il Giorno del Ricordo , con le Istituzioni che come punti di riferimento riconoscono le manifestazioni che teniamo abitualmente al Duomo della Città di Torino , presso il Monumento al Cimitero Monumentale ed al Villaggio Giuliano Dalmata .

Le note dolenti sono la mancanza di rapporti con il vertice dell'Associazione i quali non intendono confrontatsi e considerare le posizioni del Comitato (e visti i risultati ci pare di essere dalla parte giusta!) e con le piccole angherie che subiamo dalla sede centrale , che invece di essere super partes è schierata e fa una politica associativa che divide e non unisce.

Uno degli esempi è quello dei progetti : quelli da noi proposti vengono rigettati ; i medesimi proposti da altre sedi vengono approvati. Senza insistere sulla costanza e bontà dei risultati ottenuti negli anni con ognuno dei progetti portati avanti dalla nostra sede. Per evitare polemiche inutili propongo all'assemblea di rinunciare negli anni a venire a chiedere qualsiasi finanziamento. In questo modo aiuteremo anche la Sede Centrale che quest'anno ha proposto solo 17 progetti.

Per i Beni Abbandonati , gli Indennizzi , le case popolari e gli altri punti che la Federazione ha portato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri si leggeranno in Assemblea una serie di comunicati scritti dalla nostra Associazione e dalla Federazione che sono stati emessi in questi ultimi tre anni , dopodiché trarremo insieme le conclusioni.

Metto a disposizione la mia carica , considerando esaurito il mio compito , anche per fare spazio ai nostri giovani, in coerenza alle mie dimissioni da Consigliere Nazionale e da Vicepresidente Nazionale , fatte all'inizio del Triennio trascorso.

                                                      Fulvio Aquilante