20/11/2009 18:11


Il Consiglio Provinciale di Torino, riunitosi in data 11 novembre 2009 alle ore 16,00 presso il Circolo Culturale di Via Parenzo 95/60, ha discusso del seguente Ordine del Giorno:

  1. Comunicazioni del Presidente,

  2. Notizie del Consiglio Nazionale e del Congresso Nazionale,

  3. Festa di S. Nicolò,

  4. Preparativi per il Giorno del Ricordo 2010,

  5. Incontri e dibattiti negli Istituti scolastici,

  6. Varie ed eventuali.

Sono presenti: F. Aquilante, A. Aquilante, L. Valenta, A. Pastrovicchio, E. Maisani, G. Maracich, I. Giorgini, V. Cvetnich Margarit, M. Spada, M. Biasiol, AM. Biasiol. Assenti giustificati: E. Manzin, L. Valle (motivi di salute); A. Altamura, A. Vatta, L. Vatta, A. Floredan, V. Ferrari Cupilli (motivi di lavoro). L’assemblea esprime quale presidente F. Aquilante, e quale segretario V. Cvetnich Margarit.

Il Presidente Aquilante illustra la situazione attuale nel contesto delle iniziative in città, delle mostre e dei convegni, della presentazione degli ultimi due libri scritti dai nostri esuli, come pubblicato sul nostro Sito Internet.

Riguardo il Consiglio Nazionale non è possibile pronunciare nessun commento, visto che i verbali non ci vengono inviati e le notizie che leggiamo sulla nostra stampa, con settimane di ritardo, sono incomplete e generiche; l’unica constatazione possibile è, purtroppo, la totale mancanza di risultati concreti ormai da tre anni. A tal proposito il Presidente ha letto la lettera inviata da lui stesso e da Tonci Vatta al Presidente Toth, in vista del prossimo congresso nazionale, che è stata votata all’unanimità e chiesto che venga resa pubblica.

Caro Lucio, prendi questa nostra missiva come segnale del tuo estremo fallimento in qualità di presidente della nostra associazione. Dopo il nostro incontro a Milano che, come concordato, abbiamo tenuto riservato, tu e i tuoi vicepresidenti siete evaporati come la nebbia del mattino. Non facendovi più sentire per mesi, avendo voi certamente troppi impegni ad indagare associati, a commissariare comitati, a dedicarvi alla cultura ed altre attività; abbiamo pensato di farci vivi noi che abbiamo minori impegni occupandoci solo di Esuli.

Invece di impegnarvi concretamente come vi avevamo suggerito in quella sede ed in quella circostanza, invece di riunire tutte le componenti per cercare concretamente e fattivamente di arrivare ad una leale, e non di facciata, unitarietà di intenti e di opere a favore degli Esuli, la vostra azione è andata si verso gli Esuli ma, incredibilmente, contro. Contro la base, contro i comitati, contro le stesse persone che sono rappresentate ed elette in loco e che in loco vi rappresentano. Seppure la struttura di Roma (che, ribadiamo e ribadiremo sempre, noi abbiamo fortemente voluto e che noi ti abbiamo spinto a creare in tempi lontani, quando eri scettico, e le associazioni extra triestine non ricevevano una lira di finanziamento) stia facendo di tutto per annientare ed annichilire i comitati regionali, provinciali e cittadini, siete voi ad essere circondati ed isolati in una torre d’avorio dalla quale è da anni che cerchiamo di tirarvi fuori, oramai inutilmente e, possiamo dire, con certezza quasi matematica.

Tu e il tuo staff avete avuto 3 anni di credito per fare qualcosa di concreto. Sono stati 3 anni persi e gravemente inutili, dove l’A.N.V.G.D. ha perso tutta la sua credibilità e da essa si sono defilati ed allontanati anche gli uomini forti e capaci che la formavano, proprio per non soggiacere a comunicati, posizioni, opere ed omissioni che non appartenevano loro, che non condividevano; fatti, questi, che restano solo opera di un manipolo di dirigenti che hanno si il controllo della struttura, controllo che -come il bilancio- è fondato oltre che sui finanziamenti statali, è fondato anche sulla censura, sulle minacce, sulle calunnie e non sulla stima e solidarietà che secondo lo Statuto sarebbero alla base del nostro associazionismo, ma che hanno perso il controllo della base.

Non che ve ne sia mai importato molto della base, in fondo, tant’è che tutte le iniziative che noi abbiamo portato dalla base sono state per voi, e sono tuttora, impensabili ed impossibili a realizzarsi. Anche in passato. E ce ne siamo accorti svariate volte mettendovi alla prova.

Ma questa volta, a differenza di quando venimmo a Roma nel lontano 1991, la nostra base non è abbandonata a sé stessa come in passato: la base reagisce e non ha intenzione di lasciarsi svendere a nessun partito da nessun dirigente; vuole restare lontana dai vostri giochini di potere, romani o provinciali, perché ha ben altri obiettivi concreti da raggiungere. Non glie ne frega niente della vostra politica “alta” perché non siete in grado di occuparvi delle loro “basse”, tangibili e reali necessità. E allora se non sapete nemmeno risolvere qui, in Italia, il problema “casa”, il problema perequazioni, il problema sociale dei nostri Esuli più bisognosi (e sono problemi sul tavolo ormai da anni, non da un giorno), non avete più nemmeno credibilità e delega per risolverne altri che vi avocate in Istria, in Dalmazia, a Fiume.

Se avete vergognosamente ignorato, lasciandole cadere nel vuoto per mesi, le richieste di un comitato attivo e stimato come quello di Sassari, e che sono le richieste concrete di acquisire la borgata di Fertilia dei Giuliani, che spetta agli Esuli che l’hanno costruita pietra su pietra con le loro mani, o siete in malafede oppure puntate a spartirvi con qualcuno la torta.

Vogliamo concludere questa nostra personale e pubblica ribadendo chiaramente che per quello che ci riguarda è stato salutare ed opportuno dimetterci dal Consiglio Nazionale, vista l’incapacità (dimostrata da te, dalla tua squadra e da tutti coloro che vi fanno da corte, in ogni sede dove siete stati chiamati) a portare risultati concreti, non solo chiacchiere e fumo. E visto il grave fallimento del gruppo dirigente, che da tre anni è responsabile diretto della maggiore associazione degli Esuli, oltre che della Federazione; continueremo ad opporci affinché tutti gli esuli sappiano, che siete voi a non aver portato nessun risultato concreto alla nostra gente. Vi riteniamo inoltre responsabili di aver inquinato con elementi “politici” la nostra Associazione, mentre dovrebbe continuare ad essere indipendente, di fomentare direttamente ed indirettamente le divisioni tra le Associazioni degli Esuli e tra gli Esuli stessi che, mentre avrebbero bisogno di incontrarsi collegialmente e come da noi suggerito più volte, voi preferite scientificamente che non si incontrino mai. Nella peggior tradizione del “Divide et Impera”.

Firmato

Fulvio Aquilante e Antonio Vatta


La situazione del Comitato di Milano, commissariato da più di sei mesi, crediamo continuerà. Serve a Brazzoduro e al suo luogotenente, politicante, per presentarsi al Congresso Nazionale con qualche titolo (anche se negativo).

Si esprime solidarietà umana al Dr. Luciano Rubessa, Presidente della Consulta Regionale Lombarda perseguito, forse un avvertimento, senza motivazioni specifiche; probabilmente reo di aver ragionato con la propria testa e di aver divulgato documenti di dibattito associativo, stante l’assenza di uno spazio istituzionale associativo ove dibattere le proprie opinioni, essendo preclusi alla minoranza gli spazi dei “media” associativi. La libertà e le idee fanno paura e si pagano con la persecuzione e l’ostracismo. Si esprime pari solidarietà ai Soci del Comitato di Milano, commissariato d’autorità dagli Organi Centrali, ai quali è preclusa la possibilità di essere democraticamente rappresentati nel prossimo Congresso Nazionale, in quanto non viene data loro la possibilità di convocare il Congresso Provinciale per eleggere gli Organi Statutari e i Delegati al prossimo Congresso Nazionale. Un pensiero particolare va all’ex Presidente Piero Tarticchio, figura simbolo dell’Esodo, che aveva assunto la Presidenza non ostanti gravi problemi familiari, sempre instancabile, che si è dimesso per dignità per non avallare quanto succedeva in Lombardia.

Al punto 2), per quanto concerne la partecipazione al Congresso vengono espletate le formalità delle deleghe con il voto unanime, vengono designati F. Aquilante, A. Vatta, L. Valenta, A. Pastrovicchio, E. Malsani; si è discusso a lungo e si è constatato che il clima associativo in questi mesi è andato ulteriormente peggiorando, addirittura incattivendosi con prese di posizione ed atti iniqui, vessatori, punitivi o inquisitori, sia nei confronti di persone che di Comitati e quasi a mettere con le spalle al muro i soggetti interessati, prefigurando per gli stessi come unica scelta o l’uscita dall’Associazione o l’espulsione dalla stessa. Invece di attivare spazi di dialogo per confrontarsi sui legittimi diversi punti di vista, che legittimamente e giustamente la minoranza associativa esprime. Sembra che la Presidenza Nazionale rifugga da qualsiasi mediazione ed impugni Statuto e Regolamento al solo scopo di tacitare il dissenso.

Al punto 3), circa l’attività che si svolge negli Istituti scolastici ed il materiale che utilizziamo, il Presidente comunica che con molta probabilità non si potrà continuarla a causa del fatto che la richiesta di rimborso spese fatta alla Segreteria nazionale col preciso riferimento al Giorno del Ricordo 2009 non ha avuto alcuna risposta. Riproporremo la nota spese per il materiale usato speranzosi di un pronto riscontro. Qualora non fosse così saremo costretti a scrivere al Provveditore agli Studi, ed ai Dirigenti Scolastici degli Istituti che ci hanno inviato una richiesta di partecipazione, che siamo in castigo e che per noi non ci sono previdenze.

ALLA FACCIA DELLA NOSTRA STORIA E DELLA NOSTRA CULTURA DA INSEGNARE AI GIOVANI

E’ stata letta la lettera, riportata qui di seguito, che il Gruppo Giovani nel nostro Comitato ci ha chiesto di inviare alle Federazioni, al Presidente A.N.V.G.D. ed alle altre associazioni e di renderla pubblica.

E’ da condividere ogni iniziativa che per scopo abbia la continuità delle nostre Associazioni, è assolutamente indispensabile incontrarsi per conoscersi. Noi giovani che intendiamo dare continuità all’associazionismo, seguiamo con costanza e preoccupazione l’evolversi delle situazioni interne e quelle della Federazione che, purtroppo, non stanno portando i risultati concreti sperati. E’ indispensabile conoscere l’attuale situazione generale per capire che cosa noi, in futuro, non dobbiamo assolutamente fare e che cosa è invece indispensabile realizzare fin da subito. Sappiamo che è basilare il coinvolgimento di tutte le forze giovani di tutte le Associazioni. Crediamo che prima di fare proposte (o subirne) sia importante in un esercizio di vera democrazia associativa, sentire tutti i rappresentanti e la base delle Associazioni. Allo stesso modo ci pare necessaria, e doverosa da parte della Federazione, la convocazione di un’assise straordinaria aperta, al fine di vedersi e conoscere le attuali posizioni sia del governo che delle singole associazioni, nei confronti del Parlamento e dei singoli partiti politici.

Le modifiche degli Statuti possono essere fatte ma sarebbe corretto sia che tali modifiche siano condivise, sia che proprio i giovani vengano ampiamente coinvolti in modo autonomo, per il fatto che sono la parte meno toccata dalle beghe che, di fatto, invischiano Federazione e A.N.V.G.D. e rappresentano quindi un potenziale grande apporto di energia. Volendo. Senza dirigismi e paternalismi ma passo dopo passo, affiancati da chi ha esperienza (e che la voglia condividere), possiamo tranquillamente inserirci nelle Associazioni ed in Federazione, portando quella ventata di novità, entusiasmo ed idee che oggi, a nostro avviso, mancano.

Sarebbe davvero interessante che nelle Associazioni si possano dedicare più spazi per i giovani; allo stesso modo, in vista del Congresso ANVGD, lanciamo la proposta che esso, il primo giorno, sia dedicato ad un dibattito sulle forze giovani in seno alla nostra Associazione e che possa far nascere in futuro una lista di persone che, libere da cariche pregresse da Associazioni o Partiti di sorta, possano liberamente portare il loro fattivo contributo.

Sappiamo di essere molto più fortunati di altri in quanto nei nostri contesti associativi in Piemonte non mancano né locali idonei in cui riunirci, né il supporto delle ANVGD locali; pertanto siamo disposti a dare il contributo citato anche a livello organizzativo, seguendo la strada percorsa dagli Esuli Giuliano-Dalmati di Bologna e portando questa interessante iniziativa, sviluppata dal Presidente Segnan, a toccare altre realtà mettendo a disposizione fin d’ora i nostri locali ed i nostri supporti, con a fianco i nostri Comitati e della nostra dirigenza che si è già espressa favorevolmente a riguardo. Speriamo che questa proposta abbia un seguito e non venga ignorata.

Distinti saluti

Il gruppo Giovani dell’A.N.V.G.D. del Piemonte


Infine il Presidente ha letto la mozione del Comitato di Como del 05.10.2009

Approvata all’unanimità e resa pubblica come da richiesta del Presidente Perini.

Il Consiglio Provinciale di Como, allargato al Socio Geom. Stanzione Roberto promotore del costituendo Comitato Provinciale di Lecco, riunitosi in data odierna, dopo aver approfondito la vita associativa nazionale e regionale, ha confermato la mozione del 23 marzo 2009 e votata la presente da sottoporre all’Assemblea Elettiva convocata per il 12 novembre 2009. E precisamente il Consiglio Provinciale

CONSTATA CHE:

il clima associativo in questi mesi è andato ulteriormente peggiorando, addirittura incattivendosi con prese di posizione ed atti iniqui, vessatori, punitivi o inquisitori, sia nei confronti di persone che di Comitati e quasi a mettere con le spalle al muro i soggetti interessati, prefigurando per gli stessi come unica scelta o l’uscita dall’Associazione o l’espulsione dalla stessa. Invece di attivare spazi di dialogo per confrontarsi sui legittimi diversi punti di vista, che legittimamente e giustamente la minoranza associativa esprime. Sembra che la Presidenza Nazionale rifugga da qualsiasi mediazione ed impugni Statuto e Regolamento al solo scopo di tacitare il dissenso;

RESPINGE AL MITTENTE:

le fantasiose ricostruzioni di quanto accaduto in Lombarda per coprire un atto di violenta immotivata delegittimazione della Consulta Regionale Lombarda e del suo Presidente Dr. Luciano Rubessa (l’intervento della Sede Nazionale ha praticamente affossato la Legge n° 2 del 14/02/2008 Regione Lombarda ed i relativi finanziamenti per il triennio 2008/2010), nonché le motivazioni con cui è stato commissionato il Comitato di Milano;


ESPRIME SOLIDARIETA’ UMANA:

a Rinaldo Jurkovich, Socio del Comitato di Como nonché componente del Consiglio, perseguito per la seconda volta, sospeso in precedenza per 6 mesi, per aver creato -a sue spese senza ricorrere a fondi associativi, sempre negati- uno spazio di dibattito sui problemi dei Giuliano-Dalmati;

al Dr. Luciano Rubessa, Presidente della Consulta Regionale Lombarda perseguito, forse un avvertimento, senza motivazioni specifiche; probabilmente reo di aver ragionato con la propria testa e di aver divulgato documenti di dibattito associativo, stante l’assenza di uno spazio istituzionale associativo ove dibattere le proprie opinioni, essendo preclusi alla minoranza gli spazi dei “media” associativi. La libertà e le idee fanno paura e si pagano con la persecuzione e l’ostracismo. Questi Soci, invece di essere premiati per l’impegno profuso nella vita associativa, vengono perseguiti in quanto voci scomode nell’appiattimento generale dove nessuno ha il coraggio di criticare i vertici per non vedersi poi negati i fondi per i progetti che sono tenuti in pugno dal gruppo dirigente (vedere, per credere, i progetti approvati per gli anni 2008/2009);

ai Soci del Comitato di Milano, commissariato d’autorità dagli Organi Centrali, ai quali è preclusa la possibilità di essere democraticamente rappresentati nel prossimo Congresso Nazionale, in quanto non viene data loro la possibilità di convocare il Congresso Provinciale per eleggere gli Organi Statutari e i Delegati al prossimo Congresso Nazionale. Un pensiero particolare va all’ex Presidente Piero Tarticchio, figura simbolo dell’Esodo, che aveva assunto la Presidenza non ostanti gravi problemi familiari, sempre instancabile, che si è dimesso per dignità per non avallare quanto succedeva in Lombardia;

STIGMATIZZATO IL TENTATIVO DI SNATURARE

le finalità Patriottiche ed Irredentistiche (superamento del trattato di Parigi) dell’A.N.V.G.D., trasformandola in una normale associazione cultural/solidaristica (vedi proposta di nuova dizione dell’art. 2 dello Statuto) che non disturba nessuno. Non vorremmo che la nuova formulazione dell’articolo citato sia finalizzata a “meglio dialogare” con l’Unione Italiana, erede della UIIF, che ha combattuto a fianco dei partigiani nazional-comunisti yugoslavi in fratellanza d’armi di italiani e slavi, per l’unione della Venezia Giulia alla “madre patria yugoslava”. Le finalità e la storia dell’A.N.V.G.D. e U.I. sono state finora antitetiche. Ancora oggi per l’U.I. la controparte social/culturale in Italia sono le associazioni slovene, delle cui esigenze e problematiche si è sempre fatta portavoce; si rivolgono all’UPT-Italia solo per incassare e mantenere al potere una dirigenza, che è sempre la stessa da oltre 25 anni, con la scusa di difendere l’italianità. Perché invece non si pensa di aprire dei Comitati in Istria e Dalmazia che portino avanti i nostri ideali statutari, cosa impensabile per filo-slavi ex comunisti?

Come si può aver contatti con una organizzazione che non commemora né l’Esodo né le Foibe? (nessuna lapide, nessun monumento, cerimonie, intitolazioni o tutela dei Cimiteri, etc.); mentre ora, timidamente, celebra tutti i partigiani comunisti italiani che hanno combattuto per staccare l’Istria dall’Italia (Stanzia Bembo docet…). Gli inalienabili diritti dell’Italia sull’Istria, sul Carnaro e la Dalmazia sono fondati sulla Storia, sui Martiri (Foibe, ma non solo) e sulle sofferenze di 350.000 Esuli che con il loro gesto hanno voluto coscientemente dimostrare per sempre l’italianità delle nostre Terre, preferendo morire in esilio e non dai “rimasti”: è ancora prematuro collaborare con tale dirigenza;

Stigmatizzato altresì il tentativo di accentuazione della centralizzazione dei vertici dell’Associazione, con restringimento dell’autonomìa e discrezionalità degli Organi Territoriali (Consulta e Comitati Provinciali) ed aumento della burocratizzazione; e ciò in piena controtendenza rispetto a quanto sta avvenendo, a livello culturale, amministrativo e politico a livello nazionale (Federalismo);

AUSPICA:

l’opportunità di dare maggiore autonomìa alle realtà territoriali associative, peraltro elette e non nominate, quindi già soggette a controllo democratico, che l’hanno già, e l’avranno maggiormente in futuro, nei rapporti con Regioni, Provincie e Comuni come controparti;

di delegare alla Sede Nazionale funzioni di coordinamento, contatti istituzionali nazionali ed internazionali, linea politica, supporto ai Comitati, etc. E’ impensabile per un lombardo (o veneto, o piemontese e così via) che la Sede Nazionale deliberi su progetti finanziati dalle rispettive Regioni. Ogni realtà ha la sua specificità;

di passare inoltre dalla posizione di acquiescenza e/o supporto ai Governi in carica, come si è fatto in questi decenni avallando nei fatti tutto, a controparte degli stessi (beni abbandonati, etc.), anche legalmente, dopo le umiliazioni e le vessazioni subite e gli scarsi, anzi nulli, risultati ottenuti;

di attivarsi presso il Governo perché conceda la qualifica di profugo ai discendenti nati in Italia, affinché non venga disperso il nostro patrimonio umano.

Il Presidente

Luigi Perini

La seduta si è chiusa alle ore 20.00


             IL PRESIDENTE                 IL SEGRETARIO

         Fulvio Aquilante         Vieri Cvetnich Margarit