02/12/2009 14:12


(Nella foto Rosanna Turcinovich Giuricin e Fulvio Aquilante al Congresso Nazionale di Varese)

A precisazione delle dichiarazioni apparse in questi giorni a corollario del Congresso Nazionale ANVGD di Varese pubblichiamo le seguenti osservazioni.

"un nutrito gruppo di persone aveva deciso di costituirsi in Comitato a Torino per convogliare in un’unica struttura persone dissenzienti alla linea della “casa madre”. In effetti la discordia nasceva dall’accusa di aver usato i “pizzini” come suggerimento di voto al congresso stesso. L’amarezza e la frustrazione degli “esclusi” aveva generato immediatamente un atteggiamento di aperta contrapposizione alla dirigenza, accusata di non essere riuscita ad ottenere risultati concreti, con l’uso del “pugno”, sui grandi temi delle rivendicazioni degli esuli: indennizzi, restituzioni, case popolari, scuola, anagrafe e così via.”

Il Comitato ANVGD di Torino rinasce nel 1990 con finalità sociali e di tutela dei diritti degli Esuli e non come si potrebbe equivocare nell’articolo per dissentire dalla linea associativa dalla sede nazionale. I “pizzini” sono stati lo strumento di qualche elemento politico per avere qualche voto e limare quelli degli avversari, non sicuramente per eliminare in modo ostracista i compagni di lista (lista unica, mi preme rammentarlo) , quindi non è corretto parlare di esclusi in occasione del Congresso di Roma. Il Gruppo di persone di cui si fa cenno non fanno capo al Comitato di Torino ma sono Presidenti di Consulte Regionali, Presidenti di Comitati Provinciali, ex Consiglieri Nazionali, ex Vicepresidenti Nazionali i quali hanno tutto il diritto di dissentire dalla linea di politica associativa, anche a fronte dei risultati di questo triennio, questo gruppo si è costituito a Milano in data 20 LUGLIO 2008 e tra gli aderenti ci sono sia il Presidente del Comitato Provinciale ANVGD di Torino che Il Presidente delle Consulta Regionale del Piemonte. Altre sono le associazioni (ma di natura solo culturale) neocostituitesi da qualche mese a Torino, noi siamo presenti da sempre.

Toth si scaglia contro chi per ribadire la propria frustrazione perché al di fuori della “stanza dei bottoni” usa offese personali pesanti all’indirizzo dei singoli, seminando indignazione e dolore.”

Bene ha fatto il Presidente a sfidare chi attenta alla sua dignità ed onore, chi con parole e scritti ha qualcosa da dire se ne deve anche prendere la responsabilità, il Presidente sa chi sono queste persone e se vuole è libero di farne i nomi. Certo è che non stanno a Torino, pertanto il generalistico “fuori dalla stanza dei bottoni” coinvolge pericolosamente chiunque non sia dentro questa fantomatica stanza.

la rabbia di chi non riesce ad avere maggiore potere e voce in capitolo”

Ma li vogliamo fare i nomi di questi “rabbiosi” che mirano al potere e voce in capitolo? Perché dalla costruzione dell'articolo parrebbe che sia tutto e solo un gioco di potere, che la rabbia sia dovuta a una fame di esserci e quindi magari ci si riferisce a qualche situazione in particolare, a qualche escluso che mirava a qualche posto ai vertici, e siccome io ed altri non abbiamo partecipato alle votazioni, ci siamo persi qualcosa e gradiremmo sapere cosa.

Una parte considerevole della cosiddetta “opposizione” lascia il Congresso che non è riuscito a compattare le posizioni, ma nei risultati finali risulta che alcuni nomi sono stati inseriti nella lista aperta a conferma della volontà dei delegati di estendere la partecipazione per continuare il dialogo in una realtà che non può rinunciare a nessuno dei suoi componenti se vuole raggiungere dei risultati e proiettarsi verso il futuro. Nomi storici dell’associazionismo vengono così recuperati nella consapevolezza che al di là degli atteggiamenti le mete sono comuni come l’appartenenza e il desiderio forte di mantenere una presenza. Bisogna continuare.”

Come alcuni hanno fatto notare al Congresso, nonostante l'appello all'unità, c'era un'altra lista pronta da affiancare quella dei dirigenti uscenti, una lista che aveva l'unico scopo di non permettere all'opposizione interna di avere adeguata rappresentanza in seno al Consiglio Nazionale e quindi bisogna prendere atto dei giochi di natura politica in seno all'Associazione, alla faccia della tanto sbandierata unitarietà e della volontà di continuare con le divisioni interne. Per dovere di cronaca l'opposizione non ha presentato alcuna lista creando trambusto alle liste già pronte che hanno dovuto riversarsi frettolosamente in una sola.

Chi ha deciso, e non da questo Congresso, di tirarsi fuori da certi giochi che fanno da corollario ad un momento che dovrebbe essere tra le massime espressioni di democrazia associativa, merita lo stesso rispetto di chi ha l'onere e l'onore di essere chiamato a dirigere un'associazione. Anche perché non è necessario essere nella “stanza dei bottoni” per tutelare la propria base associativa e fulgido esempio è la realtà che ho l'onore di rappresentare. I diritti degli Esuli sul territorio nazionale non si esauriscono con gli eventi legati al “Giorno del Ricordo” ma, tanto per ricordare il significativo intervento della Presidente del Comitato ANVGD di Sassari, Marisa Brugna, riguardo all'abbandono di “Fertilia dei Giuliani” riguardano anche gli alloggi e soprattutto gli immobili per noi costruiti e ancora da riscattare che sarebbero un importante sostegno economico sia per l'ANVGD che per la Federazione , e porterebbero benefici tangibili che potrebbero tramutarsi anche in degne sedi culturali per le associazioni. Questo è un problema di rilevanza economica tanto ingente e scottante che per non creare turbativa abbiamo preferito non toccare in sede congressuale, ma sarebbe assurdo abbandonare.
Mentre alla nuova dirigenza facciamo gli auguri di buon lavoro, a voi chiedo di pubblicare queste note ad integrazione di quanto apparso negli articoli di questi giorni.

Il Presidente del Comitato A.N.V.G.D. di Torino

                     Fulvio Aquilante