10/03/2006 15:03


La serenità dei partecipanti e la mancanza di contestazioni di ogni tipo hanno caratterizzato questi giorni di celebrazioni a Torino facendo in modo che il giorno del ricordo fosse anche il giorno dell’orgoglio per il popolo degli esuli , per una storia finalmente portata alla conoscenza dell’intera nazione e non nascosta e , per quasi 60 anni , addirittura negata.

Il vedere fianco a fianco nel Duomo di Torino , al Conservatorio , a Palazzo Carignano primo parlamento Italiano le istituzioni ed i Presidenti della Federazione e dell’A.N.V.G.D. con pari dignità e visibilità ci ha ripagato dei silenzi che in questi mesi siamo stati costretti a mantenere per evitare polemiche e rotture.

Una squadra , la nostra , che ha funzionato bene , e ci auguriamo che negli anni a venire altre città possano organizzare altrettanto bene la Giornata del Ricordo.

Nella manifestazione ufficiale del 10 Febbraio a Palazzo Carignano come in altri sedi si ha la  tendenza a voler obbligare a tutti i costi a far passare il Giorno del Ricordo come memoria condivisa , gli stessi onorevoli Fini e Violante hanno evidenziato la condivisione mantenendo i propri differenti punti di vista .

Noi invece crediamo che il Giorno del Ricordo sia solo la parte morale di un problema di giustizia che questo parlamento , questo Governo e questa opposizione devono trasformare in giustizia economica ponendo gli Esuli come soggetti e non come oggetti. Le restituzioni dei beni , gli indennizzi , gli immobili sul territorio nazionale , i centri culturali regionali per lo studio della storia dell’Istria di Fiume e della Dalmazia , i finanziamenti culturali ed altro debbono essere prioritari sia per il Governo che per l’opposizione.

Il silenzio e la totale assenza nelle vicende degli Esuli da parte dei presidenti Berlusconi e Prodi ci fanno capire che il Giorno del Ricordo  è ancora una condivisione di maniera e che le Associazioni e la Federazione hanno ancora molto da lavorare in questo senso. Le istituzioni ed i partiti ci seguono fino a quando si parla di arte , di letteratura , di gastronomia e di cultura , ma quando si tratta di fatti , di affari , di denaro fanno un rapido passo indietro.

Che cosa deve e vuole diventare la Giornata del Ricordo per noi tutti ? La giornata in cui si sia affermato il nostro diritto di far parte della memoria della nazione e costruire intorno alle nostre vicende una memoria comune senza differenze di idee politiche o di fede religiosa.

Dalle lettere , dagli impegni presi , dai discorsi che abbiamo ascoltato ci attendiamo nasca qualcosa di veramente nuovo sia all’interno dell’ A.N.V.G.D. che , soprattutto , nell’ambito della Federazione degli Esuli.

Non crediamo di dover rispondere della Giornata che abbiamo organizzato ad alcuni dirigenti delle Associazioni di Trieste che sono anche membri influenti della Federazione , poiché è anni che noi organizziamo manifestazioni e celebrazioni a Torino ed in Piemonte senza antagonismi o meschine rivalità di campanile fomentate a dovere. E’ la Federazione che ha proposto Torino come città candidata per il primo giorno del ricordo , ed era in quella sede che chi aveva dubbi , perplessità o altre candidature doveva tirarle fuori , invece di aspettare (casualmente!) pochi giorni all’evento.
E tantomeno dobbiamo qualcosa a quegli esponenti politici che si sono permessi giudizi bugiardi , tendenziosi e fuorvianti senza alcuna conoscenza dei fatti e delle persone. A loro ricordiamo che fino ad ora da loro non abbiamo avuto nulla se non chiacchiere e propaganda , e che molti di loro su quelle chiacchiere hanno costruito la loro carriera politica.