23/02/2010 18:02


La nomina di Guido Brazzoduro nell’Esecutivo nazionale non ci ha meravigliato. E’ stato premiato e messo al posto giusto per dare continuità alla politica della ”diplomazia” dell’ Associazione che il Congresso aveva tracciato nei rapporti con le Istituzioni ed i rapporti con i Comitati Provinciali.

Non ci ha neppure meravigliato il suo incarico di mandatario dell’ANVGD al tavolo delle trattative con il Governo per “indennizzi e beni abbandonati”, con la possibilità di promuovere nuovi provvedimenti legislativi tendenti a completare il pagamento degli indennizzi spettanti agli Esuli ed ai loro eredi. La scelta per non perdere la preziosa esperienza accumulata negli anni nel dare continuità alla linea “zero assoluto” con il “Governo amico” sembra essere la scelta più saggia per taluni.

Del resto anche il Commissariamento del Comitato ANVGD di Milano , che peraltro non é riuscito ancora ad esprimersi democraticamente dopo ben 11 mesi , pare un premio alle brillanti attività , pare una manovra orchestrata per appropriarsi della rappresentanza di un Comitato con l'avallo ed il supporto di esponenti di livello nazionale.

Secondo il nostro modesto avviso è stata l'ulteriore scelta dell’uomo sbagliato ai posti sbagliati.

Le nostre argomentazioni sono i suoi scritti su “La Voce di Fiume”.

Sul n.9 dell’ottobre 2009 lo troviamo che affila le armi. ”Ora ritorniamo a prepararci per i prossimi incontri politici, istituzionali per ricercare una soluzione di mediazione alle diverse attese del nostro mondo, sempre nello sforzo di trovare risposte che il Governo possa far proprie e che rappresentino il miglior risultato ottenibile per i nostri concittadini”

Sul n.10 del novembre 2009 e dopo aver fatto capire che ora abbiamo a che fare con un Governo finalmente amico afferma che “dobbiamo registrare che nell’anno trascorso si è riusciti ad aprire e rafforzare una fase di dialogo e di attenzione con le istituzioni, che, fin nella disponibilità dichiarata, ci hanno fatto capire i limiti di cui tener conto per le giuste e sacrosante rivendicazioni”, sguaina spavaldamente la spada affermando che “Non ci sentiamo quindi di poter seguire quanti del nostro mondo chiedono con forza indennizzi, restituzione di beni , riconoscimenti, che ci è stato detto esplicitamente incompatibili con le condizioni che l’Esecutivo deve affrontare. Questo sarà il riferimento che terremo nel prossimo anno, preferendo una soluzione “sine die”. Siamo convinti che in tal modo le risposte potranno corrispondere alle attese dei concittadini nostri associati”. Dal vocabolario rileviamo: nel linguaggio corrente sine die viene spesso utilizzata a indicare una scadenza a una data indefinita e non prefissabile al punto da intendersi talmente protratta nel tempo da non giungere mai, così come si dice alle calende greche , letteralmente: a un tempo inesistente.

Ogni commento sarebbe superfluo.

Lo abbiamo già detto e lo ripetiamo ancora oggi , non vogliamo più essere considerati i “profughi” che in ginocchio con la mano tesa e il piattino in mano si accontentano dell’elemosina; noi siamo gli Esuli che con rabbia e orgoglio pretendono che siano rispettati i loro legittimi interessi relativamente al patrimonio espropriato ed alle leggi che ci riguardano.

Pretendiamo un equo e definitivo indennizzo.

Chiediamo pertanto che con urgenza si riunisca l’Esecutivo per chiarire di fronte a tutti i Comitati e quindi a tutti i nostri associati ed a tutto il mondo degli Esuli quale è la linea “reale” dell' ANVGD sia in ambito Federativo che in ambito della nostra Associazione.

Pretendiamo che una volta per tutte si smetta di rilasciare dichiarazioni personali a fronte di comportamenti ambigui ed improntati alla disonestà intellettuale , stigmatizziamo il comportamento del Brazzoduro e di chi , in modo altrettanto disonesto , lo sostiene in questo golpe . Se le dichiarazioni di Brazzoduro sono accettabili per i suoi concittadini Fiumani non sono altrettanto accettabili per la nostra base portante , gli Istriani in seno all'ANVGD , e se le posizioni espresse riguardanti la visibilità della “minoranza” dissenziente lo turba così tanto , che pensi di più a lavorare e ad impegnarsi concretamente più che ad apparire senza portare poi alcun risultato tangibile ; e lo stesso commissariamento che lui ha protratto “sine die” tanto da fregiarsi di rappresentare il Comitato di Milano al Congresso Nazionale é una vergogna nazionale e va ricordato che non é ne rappresentante , ne presidente di nessun Comitato ANVGD eletto tramite regolari elezioni .

Però se chi dirige l'ANVGD oggi avesse deciso di rinunciare ai nostri beni deve avere il coraggio di dirlo apertamente in primis a tutti i Comitati che ne trarranno le dovute conseguenze , perché portare avanti una trattativa ufficiale , trattativa che non ha portato a nulla in questi ultimi tre anni e non porterà a nulla in futuro , per avere in cambio i finanziamenti per la “cultura” é segno di una dirigenza debole e cieca che non guarda alle nostre future generazioni ma al suo piccolo personale orticello.

                       Il Comitato A.N.V.G.D. di Torino