31/03/2012 01:03

Una foto d'epoca : il Presidente Cav.Fulvio Aquilante al Congresso Nazionale A.N.V.G.D. del 2003




Convocare il Consiglio Nazionale a Mestre , che durerà quattro ore circa, e dare la possibilità di intervento di tre minuti ai consiglieri , significa voler mettere il bavaglio a chi vuole parlare, a chi chiede risposte, a chi vuole portare proposte ,a chi vuole illustrare le attività fatte e da fare, a chi vuole confrontarsi con gli altri consiglieri su come è meglio lavorare durante l'anno sul territorio nazionale.

Al Congresso Nazionale di Varese , i minuti concessi per ogni intervento dei congressisti erano stati dieci , molti consiglieri non hanno potuto leggere i loro documenti che non sono neanche stati messi a verbale.

I vertici di questa associazione devono anche pensare che è difficile che un Consigliere Nazionale affronti un viaggio in treno di quattro o cinque ore in andata e altrettante in ritorno, dorma una notte in albergo per poter parlare “ tre “ “ 3 “minuti.

Siamo una Associazione Nazionale e come tale è necessario siano rispettati i consiglieri che provengono dalle diverse regioni d'Italia.

In tempi nemmeno troppo lontani ricordiamo Consigli Nazionali decisamente più lunghi , nei quali il confronto , le proposte , gli interventi dei vari Padre Rocchi , Cepich , Vallery , Cattalini, Toth , Vivoda , Codarin , Aquilante erano fonte di riflessioni e portavano a scelte comuni condivise.

Probabilmente gli attuali responsabili nazionali , oberati dalle loro attività lavorative , non dispongono del tempo necessario per supportare quotidianamente l'attività associativa , forse è per questo alcuni rappresentanti delle Istituzioni tendono a constatare che siamo l'Associazione del sabato e della domenica , quella che si attiva nel tempo libero.

Noi respingiamo fermamente questa ipotesi in quanto il nostro comitato e molti altri lavorano a tempo pieno per gli esuli da molti anni.

Urge dunque modificare lo statuto ed il regolamento nazionale, in questo contesto i vertici cerchino di ricompattare , riunire , far riavvicinare in modo concreto, gli associati esuli, che in modi e forme diverse manifestano perplessità ed indifferenza.

Ignorare questo e altri scritti , non dare seguito alle richieste ed alle proposte , vuol dire dividere ulteriormente. Dobbiamo evitare che nascano casi come quello di Milano che sono dannosi per tutto il movimento Associativo.

Pubblichiamo di seguito una cronostoria inviataci recentemente dall'Ing, Sergio Trevisan già Presidente del disciolto Comitato provinciale di Milano , documento che deve far riflettere profondamente sugli ultimi 3 anni di vita (o meglio di coma) della sede milanese.

Concludiamo ricordando una frase guida di Mons. Santin “NON RINUNCIATE A CIO' CHE NON E' PERDUTO”

                         Il Comitato A.N.V.G.D. di Torino