21/08/2012 17:08


Si è svolta presso il Circolo Culturale degli Istriani, Fiumani e Dalmati di via Parenzo 95/60, il giorno 21 giugno 2012, l’assemblea generale del Comitato Provinciale di Torino. in base all’ O.d.G. è avvenuta la nomina del Presidente l’assemblea, del segretario e degli scrutatori; erano presenti 62 soci e sono state presentate 64 deleghe. I suddetti lavori iniziano alle ore 16, il sig. Egidio Rocchi propone all’assemblea i nominativi per il Presidente ed il segretario ed il criterio di votazione, essendo presente una lista e mancando altre candidature. L’assemblea si esprime quindi in codesto modo: Presidente l’Assemblea viene nominato il sig. Fulvio Vurro (genero di Mario Biasiol), segretario il sig. Vieri Cvetnich Margarit; la seguente votazione per il nuovo Comitato Direttivo verrà effettuata per alzata di mano anziché a mezzo scheda, salvo eventuali candidature presentate entro l’inizio della votazione stessa. Il sig. Rocchi riassume ancora l’ordine degli interventi già elencati in convocazione, che porteranno all’espressione elettorale.

Il Presidente da’ la parola al sig. Antonio Vatta che porta il saluto della Consulta Regionale e dei Comitati Provinciali singoli, che ricorda brevemente la figura di Bernardo Gissi, e che annuncia a breve termine l’inaugurazione del Giardino intitolato alle Vittime delle Foibe, peraltro già stabilita come evento dal Comune di Torino, in data però da precisare.

La parola al Presidente uscente Fulvio Aquilante, che facendo il punto della situazione e ribadendo che questo Comitato è dimissionario, esorta ancora una volta nuove candidature, e possibilmente anche di giovani sia per età che per modo di pensare. Anche in vista di futuri impegni (Congresso in autunno) e relazioni con le Istituzioni; ribadisce la possibilità, per chiunque desideri, di aderire sia come candidato che/o come impegno, nel corso della presente seduta.

Commenta brevemente, ma argomentando come sempre, il principio dei nostri rapporti volti alle Istituzioni e non a schieramenti partitici di sorta. Altro impegno che ha bisogno di rinforzi è quello con le scuole che chiedono un incontro, per poter essere presenti con le nostre storie, quali testimoni viventi, e con la nostra Storia; oltretutto le scuole osservano la ricorrenza del Giorno del Ricordo e non è bello rifiutare loro la visita, quando richiesta. Il Consiglio comunale ha deliberato la solennità della ricorrenza in seduta di Consiglio, dal prossimo anno. Invita ad una partecipazione più consistente, “di cuore e di rispetto” e quindi non solo per convenienze, al fine di rafforzare la componente culturale, ma anche quella economica e quella sociale dell’attività della nostra Associazione; cita ad esempio, orgogliosamente, la realizzazione della Mostra di Febbraio, nei locali della Regione Piemonte nella prestigiosa Piazza Castello, ricordando quanto lavoro è costata ed i riscontri ottenuti, spendendo un pubblico ringraziamento verso chi si è prestato e ribadendo che quanto esposto rappresenta forse il 10 % del materiale a disposizione.

Tutto ciò può e deve essere l’inizio di un percorso culturale più completo di quello attuale. Accenna ad un progetto di Biblioteca online che si sta cominciando, iniziativa di un giovane Consigliere, legandolo a percorsi di conoscenza aperti a tutti coloro che lo desiderino. Passa poi a presentare il prossimo Congresso Nazionale, spiegando brevemente le divergenze con il vertice attuale ed i suggerimenti pungolanti che arrivano dalla base, vista la perseverante mancanza di risultati (verbale: “noi reputiamo che i risultati non si ottengono per colpa nostra”); anziché lamentare che “il Governo non vuole darci niente” è necessario far lavorare il cervello. Per avanzare le nostre richieste, bisogna che queste siano formulate in modo chiaro e corretto (come chiedere, cosa chiedere, a chi chiedere ed in quali Sedi farlo). Annosi gli argomenti: beni abbandonati (restituzioni, indennizzi, anagrafe, cimiteri, case popolari, comitati di coordinamento per tutte le iniziative, etc.). E quando c’è un’iniziativa non basta che venga fatta e promulgata una legge ma occorre battagliare per farla applicare. Spiega uno degli aspetti (riassunto più avanti) che riguardava una piccola “rata” di indennizzo: 400 mld /anno (di Lire, nel 1993), stranamente non più stanziati dopo il primo anno, grazie anche agli “appetiti” di gente che quel panino se lo vuole mangiare, senza aver avuto, prima, la capacità e la forza di ottenerlo. Occorre insistere con le critiche costruttive, considerando che di tutta la Venezia Giulia e delle storie sostanzialmente diverse, l’elemento legante è proprio l’Esodo, con l’esperienza dei Campi Profughi. Chi non ha passato questi momenti per situazioni, allora, più favorevoli (o li ha opportunamente dimenticati), perde facilmente di vista le vere finalità associative oppure viene sviato; sarebbe meglio che chi vuole fare politica la fa per un partito politico e chi vuole ottenere benefici, li chieda direttamente: è più onesto. Chi sta in Associazione lo faccia per spirito e per ideali. Viene rinnovato l’invito alla partecipazione attiva, in Associazione, in quanto è auspicabile un valido ricambio, con un idoneo affiancamento della dirigenza attuale. Anche la partecipazione diretta a tutte le manifestazioni è importante, in quanto è il termometro della validità delle iniziative; a ciò si può aggiungere ogni sorta di suggerimenti e/o proposte che magari non sono state messe a fuoco, o neppure considerate. Da’ la parola al Consigliere Giorgini per l’illustrazione del bilancio consuntivo del triennio 2009-’10-’11.

Prende brevemente la parola il Presidente l’Assemblea per informare su uno spaccato scolastico (l’ambiente di lavoro in cui opera) circa il distacco degli studenti verso tutti gli aspetti bellici e post bellici (fascismo, nazismo, orrori delle foibe e “profuganza”), come fossero fatti accaduti in un altro mondo.

Giorgini presenta il bilancio: piccolo ma in attivo, nel complesso e anche anno per anno; le entrate sono esclusivamente quelle derivanti dai tesseramenti mentre le uscite sono in costante aumento (sostanzialmente per i rincari delle bollette); si sopravvive, ma tutto ciò limita o azzera iniziative e progetti. Invita chiunque voglia controllare la contabilità a recarsi in ufficio, negli orari consueti; non ci sono domande di chiarimento, ma Aquilante legge all’uditorio le mansioni del delegato provinciale dall’Amministrazione ai servizi di Cassa ed Economato, il suo modo di operare (a seguito di opportune disposizioni del Presidente) e la regolare tenuta dei libri contabili. Spiega brevemente l’importanza ed il meccanismo dei controlli (revisori dei conti), dando la parola a G. Maracich che ragguaglia circa la periodicità degli interventi (uno per trimestre). Il bilancio, dopo gli argomenti rissunti qui di seguito, viene approvato all’unanimità. Contribuisce all’esiguità del bilancio anche la cattiva usanza, da parte di Enti (Stato, Regione), di riconoscere e rimborsare le spese per progetti con notevoli ritardi; vengono portati esempi (A. Vatta). Purtroppo ciò influisce anche, come quest’anno, alla limitazione o cancellazione di altre attività, ad esempio il Percorso Culturale nelle Comunità Italiane in Istria, a Fiume ed in Dalmazia, annullato. E’ spiacevole, visto che finora abbiamo (gruppo di Torino) visitato circa i tre quarti di Italiani lì residenti, con i quali si è stabilito un tratto d’unione concreto e non teorico, sulle comuni radici e cultura.


Beni cosiddetti “abbandonati” : la materia è molto complessa e l’invito è volto alla massima attenzione, esistendo la possibilità di lungaggini dispendiose; la prospettiva è grigia: indennizzi=capitolo chiuso (almeno con la dirigenza ANVGD attuale), qualche probabilità, in diversa maniera, per chi ha lasciato i beni oppure i beni e membri di famiglia, senza chiedere indennizzi; esiste una figura legale di riferimento che può dire se una determinata pratica sia intentabile o meno (cioè se non si rischia di buttare dei quattrini). Indennizzi per i Beni Abbandonati: dopo una prima “rata” di indennizzo (400 mld/anno, di Lire, nel 1993), stranamente non c’è più stato alcuno stanziamento dopo il primo anno; era stata avanzata qualche proposta (lotteria, BOT, BTT) per procurare i fondi necessari, ma è stata lettera morta. Oggi ci sarebbe una proposta molto attuale, come principio e portata: indennizzi seri, quantificati con metodo e condivisi, concordandone la tempistica e scalandoli dalle tasse fino ad esaurimento del credito (meccanismo anche ereditabile). Dice chiaramente che da soli, in trattativa col governo, non siamo nessuno quindi è necessario dimostrare una valida rappresentatività, anche col numero di persone presenti. Cita un episodio sgradevole avvenuto in ATC, tempo fa, ma ragguaglia circa le aperture di Regione, Prefetto, Comune in tema di casa e di concorsi relativi, come sbocchi di discussioni e tavoli di trattativa. Anagrafe: esorta chi non lo avesse ancora fatto di mettersi in regola col Codice Fiscale e, se va corretto, di andare all’agenzia delle Entrate per effettuare al momento la correzione; diversamente non si può protestare quando (capita spesso) viene applicato ad una nostra pratica il famigerato “nato in YU” o l’equivalente. L’ufficio da’ a richiesta le informazioni del caso.

Un cenno sui cimiteri, sulla Qualifica di Profugo (tardiva), più un’altra trattativa per il riconoscimento ai figli dei profughi, per ragioni evidenti di continuità, con sorprendente opposizione dei nostri vertici; Aquilante rivela un piccolo aneddoto sulla differenza fra essere “Esuli in Italia” ed essere “Esuli a Trieste”: un esponente con trent’anni di passato parlamentare, conoscitore della nostra Storia, in un momento di una riunione, ha fatto cenno del mare di quattrini dati a Trieste negli ultimi cinquant’anni. Ancora oggi lì affluisce una cifra importante ma, forse, male distribuita e che toglie possibilità di formulare nuovi progetti agli altri Comitati. Per un corretto paragone, a confronto, viene evidenziato anche il costo molto più elevato della casa. Viene fatto rilevare un antipatico connubio con Partiti Politici, cosa questa che contrasta con lo spirito di indipendenza dell’Associazione. Viene chiesto per quale motivo, ad esempio, esistono due Associazioni degli Istriani a Trieste ed in ambito nazionale, oltre all’Associazione ANVGD, ci sono altre sei associazioni, oltre a tre “Liberi Comuni”. Trattamento economico di perequazione: è stato cancellato con una modifica ad hoc, ma anche qui ci siamo fatti male da soli, grazie forse ad atteggiamenti “arrembanti”. Al termine viene aggiunto alla lista presentata, il nome del sig. Andor Brakus e si procede alla votazione della lista, per alzata di mano; la lista viene votata all’unanimità.

Quindi il nuovo Consiglio Direttivo risulta composto da: AQUILANTE Angelo, AQUILANTE Fulvio, BIASIOL Annamaria, BIASIOL Mario, BRAKUS Andor, CAVALLERO Federico, CVETNICH MARGARIT Fabio, CVETNICH MARGARIT Vieri, DELTON Dario, GIORGINI Ireneo, MAISANI Eugenio, MARACICH Giuseppe, MILOCCHI Romana, PASTROVICCHIO Antonio, SPADA Mario, VALLE Lina, VATTA Antonio, VATTA Luigi.

L’assemblea viene chiusa alle ore 17.10


IL PRESIDENTE              IL SEGRETARIO

  VURRO Fulvio       CVETNICH MARGARIT Vieri