29/01/2014 12:01

Sull’ultimo numero di Difesa Adriatica, a pagina quattro, un lettore segnala alla redazione la sospensione da parte del Comune di Genova della applicazione della legge della Regione Liguria relativa alla vendita degli alloggi assegnati come quota di riserva in base all’art.17 della legge 137/1952. L’Avv. Andreicich risponde con le solite argomentazioni che rivelano una superficiale e poco aggiornata analisi della materia che non tiene conto dell’importante vergognosa sentenza della Consulta. Non manca la solita generica promessa del massimo indiretto sterile impegno.

Il Tribunale di Firenze con ordinanza del 20 giugno 2012 emessa nella causa civile promossa da alcuni profughi contro il Comune di Firenze, ha sottoposto all’esame della Consulta la legittimità della legge della Regione Toscana del 2 novembre 2005, n. 59. La Corte Costituzionale con sentenza n.161 del 27 giugno 2013 ha dichiarato anticostituzionali gli articoli 1 e 3 della legge della regione Toscana riguardante la vendita ai profughi degli alloggi assegnati ex art.17 della legge 137/1952. La sentenza è stata presa a pretesto dal Comune di Genova e dall’Agenzia territoriale per la casa della Provincia di Torino, che dovevano applicare analoghe leggi regionali, per sospendere le vendite.

Il Comitato di Torino, forte dell’esperienza e competenza accumulata negli anni sul problema case, in data 24 novembre 2013 ha inviato una lettera aperta di 18 pagine a tutte le principali Istituzioni della Repubblica Italiana contestando la sentenza. Attraverso tutte le leggi, decreti, sentenze, circolari, direttive e quanto altro giuridicamente valido dimostriamo che la sentenza è giuridicamente sbagliata perché inverte contro i profughi la violazione del principio di uguaglianza sotto il profilo dell’irragionevolezza, che, invece, è chiaramente a loro favore. La nostra ricostruzione precisa punto per punto ogni aspetto fattuale e giuridico tralasciato e fornisce tutti gli elementi di analisi influenti per il giusto allineamento del quadro normativo.

Facciamo presente che abbiamo trasmesso al Presidente Ballarin copia della lettera perché giudicavamo importante un suo autorevole intervento al tavolo delle trattative con il Governo o, perlomeno la diffusione tramite il nostro giornale. Evidentemente la lettera era scomoda e non meritava apprezzamento. Noi, comunque, restiamo a disposizione per interventi diretti a ogni livello.

Il nostro sito riporta integralmente la lettera che documenta, anche in questa delicata materia, lo storico ambiguo comportamento legislativo e giudiziale della Repubblica Italiana nei nostri confronti. Un’iniqua, irrevocabile sentenza capovolge ora diritti soggettivi legittimi facendo passare i profughi come privilegiati. L’artificiosa commemorazione del Giorno del Ricordo da parte delle Istituzioni se basta a soddisfare la visibilità di qualcuno dei “nostri” dirigenti, non basta certo a soddisfare la nostra sete di verità e giustizia che abbiamo anche in tutti gli altri giorni dell’anno. Non possiamo più chiedere il rispetto, dobbiamo pretenderlo con ogni mezzo.

 

                   Il Presidente                                             Il Presidente

Consulta Regionale del Piemonte    Comitato Provinciale di Torino

                (Antonio Vatta)                                        (Fulvio Aquilante)